lunedì 21 luglio 2008

Daniele Silvestri @ Auditorium Parco della Musica


Senza che me ne sia accorto da qualche giorno hanno pubblicato su Ondalternativa.it la mia recensione del concerto di Daniele Silvestri del 7 luglio.

Non riporto l'attacco della recensione perchè sono annoiato, ma potete andare a leggervela cliccando qui.

domenica 20 luglio 2008

Frattura Scomposta n.20

Sono orgoglioso di comunicarvi che hanno pubblicato le mie foto sul n.20 di Frattura Scomposta, un webmagazine di Arte Contemporanea, nella sezione artisti emergenti.
Se volete dare un'occhiata il pdf è scaricabile qui.

venerdì 18 luglio 2008

Come un Gargoyle


E' un po' di tempo che mi sento così, come quelle figure di pietra dalle fattezze piuttosto grottesche che si trovano in cima alle chiese gotiche come Notre-dame. Là a obbligate a guardare verso il basso, in alcuni casi a vomitare la pioggia che passa loro attraverso. Un po' guardiani, un po' reietti. In compagnia di altri esseri come loro con cui condividono la situazione, ma tremendamente soli in tutta quella pietra, acqua e tutta quella vita là sotto che scorre incurante di loro. Per carità non voglio ora stare qui a crogiolarmi in una sorta di romanticismo gotico (appunto) da depresso. Con tutta probabilità mi sento così perchè voglio stare così, così come penso che in fondo sia così anche per una buona parte delle persone a cui sono legato maggiormente in questo momento. Forse, e dico forse, potrebbe pure essere che in effetti sto periodo sia tutto fuorchè che bello, oggettivamente parlando, ma questo non cambia minimamente la cosa. In fondo non ci si può obbligare ad essere felice, non lo si riesce a fare neanche volendolo, ma impegnarsi ad essere tristi è veramente un attimo, visto che i pretesti ce ne sono sempre a pacchi. La notte ti addormenti ad un passo dall'ubriacatura e ti svegli all'alba sognando una delle cause importanti della tua infelicità. In più, senza nessun motivo apparente, il tuo subconscio, aggrattissè, riesce pure a colpevolizzarti. O meglio fa provare a colpevolizzarti l'ultima persona che si potrebbe permettere di farlo senza darti la possibilità di riempirla di botte come cristo comanda. E ti svegli sentendoti pure patetico. Fanculo ad entrambi.
Poi ti riaddormenti a fatica e sogni l'esatto opposto, esattamente la cosa che vorresti di più. Perfetta ed in divenire. C'ho provato a pensare che la media tra i due sogni era zero o quasi quindi non dovrei lamentarmi più di tanto, ma fatto sta che oggi ho passato la giornata come uno zombie (o gargoyle per rimanere in tema) e continuo a guardare quello che ho là in basso come se mi fosse lontano e soprattutto come se non mi riguardasse più. Poi se lassù mi ci sia messo da solo o è stata colpa di un'architetto di merda cambia poco a sto punto.

giovedì 10 luglio 2008

Un mese (e oltre) di concerti

Se dovessi mettermi a scrivere due righe per ogni concerto visto quest'anno, aggiornare il blog diventerebbe una sorta di lavoro, ma vale la pena spendere dieci minuti a fare il punto della situazione dell'ultimo mese, mese del quale non posso proprio lamentarmi (concertisticamente parlando, per tutto il resto c'è sempre la scusa).


MIAMI 08: Dopo aver incontrato una delle mie amichette di Frigopop al circolo per il concerto de Il Genio c'ho messo poco a farmi convincere a farmi una 3 giorni concertistica in terra leghista, e da lì a due giorni siamo partiti alla volta del Miami. In realtà i gruppi mi hanno fatto tutt'altro che impazzire, ma un festival era tanto che non me lo facevo e l'ospitalità di Dente valeva da solo tutto il viaggio. Cmq sono tornato a casa con qualche cd e qualche gruppo da ricordare. Ve li butto alla rinfusa qua di seguito. I Cosmetic su tutti. Per carità acerbi ancora eh, ma un gruppo rock vecchio stile, viscerale, scazzato e "catartico" come il loro era da un bel pò che non mi capitava di sentirlo qua in italia. Benvegnù è stata una conferma, così come Meg e Le Luci della centrale elettrica. Stessa cosa non posso dire degli Amor Fou che il set si è rivelato veramente pessimo (vuoi l'acustica, vuoi che pioveva), peccato. Geniale invece il concerto in cuffia di F Punto.
Cazzo stavo quasi per dimenticarmeli, gli Annie Hall, un gruppo che riesce a sollevarsi decisamente dalla media nostrana dell'indie e fare musica di qualità, almeno dal vivo.


Radiohead: Visto che non era abbastanza passare un fine settimana a milano, due settimane dopo ho bissato col concerto dei Radiohead. Ora si è scritto in giro praticamente già tutto, dall'acustica troppo bassa (almeno per quelli che non erano nel prato) e pochi pezzi vecchi. Da parte mia m'è piaciuto davvero molto il concerto. La scaletta sembrava fatta apposta per esaltare ancora di più la trasversalità di In Rainbows e loro sul palco sono stati impeccabili. Indimenticabilie l'illuminazione. Forse non è stato scoinvolgente per me come quello di Ferrara, ma m'è piaciuto da morire... e poi ero in ottima compagnia :)


Port-Royal e Apparat: Ecco, quella sera là è stata davvero una lunga lunga giornata. Dopo aver festeggiato alle terme di caracalla il compleanno di un'amica ci siamo visti il set dei Port-Royal. L'acustica era molto buono ma l'illuminazione era in pratica inesistente, con il palco illuminato solo dal lampione messo di lato e dalle luci di via dei fori imperiali. A perderci, oltre alle video proiezioni che si vedevano a malapena, è stata soprattutto l'atmosfera, già incrinata dall'odore di salsiccia che arrivava dagli stand e dalla gente seduta a lato a chiacchierare. Peccato, meritavano un trattamento migliore. E' quindi stato provvidenziale il msg di un mio amico che mi comunica che, dall'altra parte di roma, Apparat ancora non ha iniziato il suo set. Mi guardo nello specchietto retrovisore della macchina ed intraprendo una corsa contro il tempo per beccarmi il producer tedesco allo Spazio Zero Village. Acustica ottima, locale semi aperto (quindi la temperatura era più che accettabile) e consumazione compresa nei 10€ dell'ingresso. Il set poi è stato addirittura meglio di come me l'aspettavo, superando di gran lunga la performance di Dissonanze 07. E bravo il crucco.


Meg: Sarà che i 99 posse mi sono mancati molto e questo disco è decisamente molto più elettronico e cafone dell'altro. Sarà che lei sul palco è fantastica e che cantanti con una voce ed un carisma come i suoi è sempre difficili trovarli, ma la voglia di rivederla a Roma è stata grande. Così dopo troppo troppo tempo passato a parcheggiare (e che mi hanno fatto perdere l'apertura delle Betty Boom che ultimamente mi hanno incuriosito) rieccomi là sotto la ragazza di Napoli. Lo show è stato impeccabile, il pubblico ha apprezzato tantissimo e lei era quasi intimorita (è stato strana vederla un po' meno spavalda del solito... ma si sà Roma fa questo effetto). Bella bella bella bella bella.

Daniele Silvestri: Era un bel po' di tempo che mi ero messo daccordo con ondalternativa per la recensione di questo concerto, e devo ammettere che forse non ci sarei andato se privo di pass. E' avrei rosicato, probabilmente. La recensione della serata è già pronta e apparirà nei prossimi giorni sul sito (e lo linkero anche qua). E' stato davvero un bel concerto, di oltre 2 ore in cui ha suonato 30 pezzi. (Ps. Questa foto è di Andrea Lora che mi ha accompagnato per questo "lavoro")


Battles + the Gossip: Era dal Dissonanze che avevo voglio di vedere un loro concerto per intero, e quando ho visto che questo inverno suonavano dappertutto in Italia fuorchè a Roma avevo rosicato non poco. Per questo la notizia che sarebbero venuti questa estate è sembrata di primo acchito una stronzata. "I Battles alla festa dell'Unità? Ma dai che è sicuro una cazzata". Fortunatamente non è stato così. In compenso però c'è stata la rettifica che non avrebbero suonati da soli ma da spalla ai the Gossip. Ora io non ho niente contro questo gruppo che alla fine ho sentito più dal vivo ieri sera che da quando sono sbucati fuori, ma l'idea era un po' scoraggiante. Fortunatamente il set è stato a dir poco incredibile, con loro che non si sono risparmiati assolutamente nulla (soprattutto John Stainer, il batterista, che alla fine dell'ora di musica era a dir poco esausto tanto che era quasi da stronzi chiedere che suonassero di più) e che ci hanno donato 60 minuti di ritmiche serrate, suoni sincopati e loop ipnotici su i quali i vari musicisti si incastravano in maniera quasi skizofrenica. Davvero dei grandi. Sui Gossip c'è poco da dire, quella cicciona sà il fatto suo, così come il resto della band, sono divertenti, energici e positivi tanto da fartela prendere bene anche se li hai sempre snobbati (io ho però la scusa che proprio non li conoscevo fino al giorno prima). Non si sono inventati proprio niente niente di nuovo ma è stato uno spasso vederli suonare, con lei che scende dal palco per cantare in mezzo al pubblico manco fosse una screamer hardcore. A conti fatti ci si poteva stare anche se mezz'oretta di più ai Battles non c'avrebbe affatto fatto schifo.

martedì 8 luglio 2008

Where the hell is matt?



Non sò perchè ma sto video m'ha svoltato la giornata.

venerdì 27 giugno 2008

Cavie - Chuck Palahniuk

Il consulente
Una poesia sul Mezzano

"Se ami una cosa" dice il Mezzano, "lasciala libera."
Ma non stupirti se poi ti torna con l'herpes...

Il Mezzano sul palco, ciondala con le mani
affondate
nelle tasche della salopette.
Con gli stivali incrostati di merda secca di cavallo.
La camicia, scozzese. Di flanella. Con bottoni automatici color
madreperla.

Sul palco, al posto di un riflettore, il frammento di un film:
filmini di matrimonio in cui sposo e sposa si scambiano anelli
e si baciano per poi correre fuori, in bufere di riso bianco.
Tutto questo gli gocciala sul viso, ed il labbro inferiore del Mezzano
è teso a contenere un pezzo
di tabacco da masticare.

Il Mezzano dice: "La ragazza che amavo pensava
di poter avere di meglio".
Questa ragazza voleva un uomo più alto, molto abbronzato, con i
capelli lunghi ed il cazzo più grosso.
Che sapesse suonare la chitarra.
E così rispose "no" quando lui per la prima volta si inginocchiò
a dichiararsi.
E allora il Mezzano assunse un prostituto di nome Steed, una
marchetta che così si pubblicizzava:
capelli lunghi e cazzo grosso come un barattolo di chili. E disposto
a imparare quattro accordi.
E Steed finse di incontrarla per caso in chiesa.
Poi di nuovo in biblioteca.
Col Mezzano che pagava duecento dollari ad appuntamento,
e prendeva appunti quando la marchetta gli diceva che alla
ragazza piaceva tanto farsi tintillare i capezzoli
da dietro. E come fare per farla venire due o tre volte.
Steed le mandava rose. Le cantava canzoni. Steed se la scopava
su sedili d'auto e in vasche da bagno,
giurandole amore eterno ed eterna devozione.
Poi smise di chiamarla per una settimana. Due. Un mese.
E quindi finse di incontrarla per caso, di nuovo in chiesa.
Lì, Steed le disse che era finita, perchè lei era troppo
porca. Praticamente una puttana.

"Giuro" dice il Mezzano,"che riuscì a dare a lei della puttana.
La faccia tosta di quel ragazzo..."
Che Dio lo benedica.

Tutto questo, il piano segreto del Mezzano per regalare alla sua
ragazza
un cuore prematuramente, acceleratamente spezzato. E quindi
raccoglierne i pezzi.
L'ultima volta che vide Steed, gli pagò cinquanta dollari extra per
un pompino.
Steed in ginocchio, al lavoro tra le sue gambe.
Così, quando la sua futura moglie avesse avuto i suoi orgasmi
multipli frutto di indagini accurate,
l'uomo nella sua testa non sarebbe stato un completo estraneo
per suo marito,
il Mezzano.

(Tratto da
Cavie, di Chuck Palahniuk, 2005)

lunedì 23 giugno 2008

This Will Destroy You - This Will Destroy You


(Questa è una recensione scritta mesi fa per Ondalternativa.it ma per una serie di disguidi non è mai stata pubblicata. Mi piaceva e mi andava che fosse qua)

Quando si scrive un recensione di un disco post-rock ci si trova sempre nell'imbarazzo di scegliere un approccio che ricalchi a livello di linguaggio quello che già si è scritto per molti altri gruppi simili. Si tende insomma a ripetersi.
I più cinici potrebbero affermare che questo è dovuto al fatto che questo genere tende al chiudersi in se stesso, in una formula ormai consolidata e che rischia sempre di più a non riuscire ad aggiungere niente da dieci anni (o di più se vogliamo andare a cercare i primi segni della sua apparizione) a questa parte. Il disco omonimo dei texani This will destroy you pubblicato all'inizio di questo 2008 è facilmente criticabile in questo modo se, nell'ascoltarlo, ci concentrassimo sopratutto in cosa di già sentito esso propone, e con la conseguente facilità liquidarlo per il suo essere, a tutti gli effetti, un disco post-rock “classico”. Il passo quadrato delle batteria, gli arpeggi dilatati e le strutture reiterate con i crescendo esplosivi in chiusura. Solita roba. Ma c'è dell'altro in questo primo album (a cui era preceduto solo un EP) dei TWDY che lo eleva a qualcosa di più dell'ennesima variazione sul tema. C'è una visionarietà di fondo quasi tangibile, c'è la capacità di scrivere degli ottimi pezzi che scorrono via invisibili e profondi come i pensieri che ti attanagliano durante l'ascolto. C'è la capacità di usare l'elettronica, i droni, i tappeti di suoni anche molto diversi tra loro, in maniera così organica ed efficace che dona al tutto una unità e una coerenza che difficilmente abbiamo sentito dalla stragrande maggioranza dei gruppi che si affacciano e si confrontano ai mostri sacri del genere. E' un buon disco, pensoso, profondo e che non si abbandona alla facile emozionalità, puntando piuttosto ad arrivarci con eleganza e senso della misura. Se proprio dovessimo cercare la critica ad ogni costo è negli arrangiamenti di batteria che, quando non è accompagnata e punteggiata dall'elettronica (come in A Three-Legged Workhorse e They Move On Tracks Of Never-Ending Light), qualche volta è decisamente sotto tono rispetto a tutto il resto.
I This will destroy you mal si sposano con l'atteggiamento quasi schizofrenico delle ricerca dell'ultima moda o della (finta) originalità a tutti i costi che sembra aver colpito tutta la produzione musicale indipendente, quindi non sarà in grado di far cambiare idea a chi il post-rock non lo ha mai digerito. Ma se non volete altro che potervi perdere nei sentieri dei vostri pensieri questo disco saprà accompagnarvi con la sua soffice e rara bellezza.


Track list:
1. A Three-Legged Workhorse
2. Villa Del Rifugio
3. Threads
4. Leather Wings
5. The Mighty Rio Grande
6. They Move On Tracks Of Never-Ending Light
7. Burial On The Presidio Banks

Sito della band su myspace

lunedì 26 maggio 2008

Deja Vù



Prima di tutti vennero a prendere gli zingari
e fui contento perchè rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali
e fui contento perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti
ed io non dissi niente perchè non ero comunista.

Un giorno vennero a prendermi
e non c'era rimasto nessuno a protestare.

Bertold Brecht

lunedì 19 maggio 2008

domenica 18 maggio 2008

Riassunto delle Puntate precedenti (mai andate in onda)


In queste ultime settimane tra una cosa e l'altra non ho avuto molto modo di dedicare del tempo a questo blog, cosa normale tranne quando di cose di cui parlare ne hai. Quindi oggi, mentre aspetto che trascorrino questi 60 minuti che mi separano dal completo sviluppo di una pellicola, mi rimetterò un po' in pari.

Fotografia
Per prima cosa in questo periodo ho iniziato a svilupparmi a casa i miei rullini, dopo aver recuperato la vecchia attrezzatura di mio padre ed aver acquisito le varie sostanze chimiche necessarie. Era tanto che volevo farlo, vuoi perchè la qualità degli sviluppi dei laboratori è attualmente veramente scarsa, vuoi per avere un controllo maggiore su quella che probabilmente è la fase più critica per chi, come me, fotografa in ibrido (ovvero scattando a pellicola e stampando da file digitale, passando dalla scansione diretta del negativo). I primi esperimenti (quello "a mollo" ora è il 5°) mi hanno dato grande soddisfazioni ed oggi ho provato quello che in gergo si chiama sviluppo "stand", ovvero lasciando la pellicola a svilupparsi da sola (dopo uno sviluppo iniziale di un minuto in cui si agita costantemente) in un brodo molto diluito di Rodinal (1+200). Da quello che ho visto fin'ora probabilmente questo diventerà il mio metodo standard. Cmq, a chi interessasse, potete vedere alcune delle cose fatte fin'ora (usando come sviluppo il sempre verde d76/id11) qui. A chi interessasse volevo dire che lo sviluppo in proprio delle pellicole bianco e nero è una gran comodità e non necessitano nè di grandi capitali (l'attrezzatura completa è all'incirca una 70€ liquidi compresi) nè di grandi spazi. Lo sviluppo richiede solo il caricamento del tank da fare in completa assenza di luce, e per farlo non c'è bisogno per forza di oscurare una stanza. Basta una changing bag ed il gioco è fatto.

Finita la parentesi fotografica torniamo a parlare di musica.
La stagione concertistica romana di quest'anno è stata piuttosto interessante e, a parte le recensioni che ho già postato recentemente, vale la pena spendere due parole su quei concerti che mi hanno colpito di più.

Offlaga Disco Pax e Uochi Toki.
In modo diverso questi sono due gruppi che adoro. Inizialmente ero un po' scettico sulla spesa di 10€, ma a conti fatti ne è valsa la pena. Gli Uochi li ho trovati migliorati particolarmente sul palco rispetto all'anno scorso, ed il pubblico è riuscito addirittura ad apprezzarli nonostante il fatto che il loro anti hiphop dissonante, alienante e dai testi furiosamente scorretti verso chi li ascolta non sia facilmente digeribile (soprattutto per il pubblico del circolo). Una bella performance con un Napo più in forma e sicuro che mai e Rico che spingeva le sue basi al limite del noise elettronico. Li adoro.
Gli Offlaga sono stati una bella scoperta di quest'anno per me che me ne ero tenuto sempre alla larga (il titolo "socialismo tascabile" mi suggeriva riminiscenze troppo modenacityrambliane). Dal vivo mantengono quello stesso spirito malinconico e surreale dei dischi, ed è davvero bello sentire le piccole sfumature della voce e degli strumenti che accentuano i passaggi più sentiti. Il concerto è andato avanti senza mai annoiare e questo è un gran risultato per chi porta dal vivo una musica come la loro. consigliati a tutti.

This Will Destroy You e Tomydeepestego
Intanto dico che un Traffic così pieno non l'avevo mai visto, e questo è stato davvero una bella sorpresa malgrado la difficoltà per una location del genere nell'accogliere tanta gente. Peccato come al solito il concerto sia iniziato tardi. In più di un momento la tentazione di tornare a casa è stata grande. Alla fine però ho fatto bene a restare.
I tmde li ho scoperti l'anno scorso al concerto dei Red Sparrows di cui il loro live è stato l'apertura. Melodici e viscerali e al tempo stesso potenti e serrati. Da allora hanno pubblicato finalmente un disco e sono migliorati parecchio dimostrando di avere sul palco un ottimo affiatamento. E' vero ancora non hanno un loro suono riconoscibile e si sentono ancora tanto il peso dei gruppi che li hanno ispirati (Isis ma non solo) ma hanno un gran talento e col tempo mi aspetto grandi cose da loro.
I Destroy si sono rivelati dal vivo una grande band. Del post-rock sicuramente non sono degli innovatori ma hanno il pregio di avere un gusto fuori dal comune ed una grande dote compositiva che gli permette di scrivere dei pezzi che non arrivano mai a rompere l'incanto e stancarti. Belli gli inserti elettronici che dal vivo hanno avuto un po' più di spazio aggiungendo dinamismo ritmico ai pezzi e bilanciando la pesantezza e la mancanza di grazia del loro batterista che, almeno esteticamente, fa immaginare che abbia imparato quei movimenti nel ferrare i cavalli in qualche ranch là nel texas, da dove provengono.

Old Time Relijum + altra gente
Dando ormai per spacciato l'init il concerto di quella sera è stata davvero una bella notizia.
L'apertura è stata data dal Dispositivo per il lancio obliquo di una sferetta, gruppo romano che era una vita che volevo vedere dal vivo e di cui avevo solo sentito parlare. Impressionanti. Tecnicamente ineccepibili, i loro pezzi sono una sorta di mathrock vecchia maniera che citavano con disinvoltura senza mai plagiare (tra tutti gli esponenti i miei amati Hella) contaminandolo però con un attitudine che spaziava tra il metal e l'horror punk. Davvero dei grandi e si sono guadagnati la stima di gran parte del pubblico. A seguire un altro paio di gruppi che mi hanno fatto così tanto cagare che non ne parlo nemmeno, fino a all'arrivo sul palco (verso l'una passata) dei OTR. Il concerto meritava davvero. Movimentato e divertente al punto giusto (è quasi finita l'ora a mia disposizione).

Dischi interessanti del 2008
Devo ammettere che quest'anno è veramente avido di uscite musicali di interesse e qualità. Sarò forse io che non ho saputo cercare bene ma al momento si contano sulla punta delle dita i dischi che possano reggere più di due settimane di ascolti. Vi butto una lista (non ordinata) così al volo con le prime cose che mi ricordo.

- Portishead - Third
- These New Puritans - Beat Pyramids
- Thee Silver Mt. Zion Memorial Orchestra & Tra-La-La Band - 13 Blues for Thirteen Moons
- Sascha Funke - Mango
- Nine Inch Nails - Slip (il disco che Trent Reznor ha deciso di regalarci dopo il successo extracommerciale di Ghost I-IV e scaricabile qui)
- Mahjongg - Kontpab
- Le Luci Della Centrale Elettrica - Canzoni da spiaggia deturpata (che in realtà era uscito l'anno scorso come demo ed è stato riarrangiato per la pubblicazione discografica)

Al momento non mi viene altro che non siano delusioni come quella dell'ultimo disco dei Notwist, da cui mi aspettavo grandi cose e che invece si è rivelato un dischettino indietronico in cui si è persa completamente la loro personalità.

29 anni
Ah, si, il 10 maggio (durante il dissonanze, strano modo di passarlo) ho compiuto gli anni. Di solito in queste occasioni ci sarebbero fiumi di parole da scrivere, ma in realtà sono passati quasi indolore. Sarà che l'anno prox sono 30. Cmq tanti auguri a me.